SEGNALATE I LUOGHI DEL CUORE E DELLA PANCIA

QUALE LUOGO AMATE E QUALE DETESTATE? COSA SUSCITA IN VOI? SEGNALATELO CON SCRITTI, FOTO, COMMENTI, FATELO IN MODO ANONIMO, CON UNO PSEUDONIMO O CON IL VOSTRO VERO NOME MA PARTECIPATE AL SONDAGGIO DI SALVIAMO IL SALVABILE!
GRAZIE A TUTTI

Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Osteria Indipendenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Osteria Indipendenza. Mostra tutti i post

domenica 11 novembre 2012

I luoghi da salvare

Osteria Canetti, Osteria Indipendenza, perché mai la loro sorte ci sta tanto a cuore? Perché gruppi spontanei di cittadini si mobilitano per salvarle? Perché costituiscono la memoria della nostra identità che a poco a poco sta scomparendo.
Sono luoghi da salvare, ma  non solo per ragione di cuore, titola emblematicamente Sandro Pauli, autore del servizio apparso sul settimanale Cooperazione e dedicato al crescente e disinteressato impegno di cittadini, associazioni, gruppi attivi in difesa del patrimonio comune (tra cui -lo diciamo con un pizzico di orgoglio- è menzionato anche "Salviamo il salvabile").
 
 

E l'impegno sembra sempre più pagante. L'appello a non disperdere lo storico e pregiato arredo dell'osteria Indipendenza, ormai chiusa, non è rimasto inascoltato. L'intero mobilio, firmato Chiattone, è stato acquistato dai nuovi proprietari del palazzo che per anni ha ospitato il noto ritrovo luganese. L'Indipendenza rimarrà un bar, hanno assicurato, e chissà -aggiungiamo noi- che lo stesso arredo non accolga i futuri avventori!
Ortica

venerdì 26 ottobre 2012

Osteria Indipendenza, in vendita il mobilio di Chiattone: ma non doveva recuperarlo la città?


Ma come, non era lo scorso agosto che la municipale luganese a capo del dicastero della cultura lanciava un appello per salvaguardare la memoria storica dell'Osteria indipendenza?  Di fronte al pericolo che il mobilio disegnato da Mario Chiattone, notoriamente di assoluto pregio, venisse venduto, smembrato o addirittura rottamato la municipale aveva dichiarato: "Credo che la città debba ragionare seriamente sul suo recupero" . Nel contempo aveva ipotizzato il coinvolgimento del Dicastero delle attività culturali ai fini di trovargli un'altra collocazione che potesse restituirgli "le ragioni della sua esistenza, anche simbolica, in un ambiente in cui la cultura è centrale".  Cosa è stato fatto nel frattempo? è lecito chiederselo dal momento che in un annuncio apparso oggi sul Corriere del Ticino leggo che "l'arredamento completo e pregiato firmato A. e M.Chiattone" è in vendita al miglior offerente.
 
Ortica

martedì 28 agosto 2012

I destini incrociati della Cantina Canetti e dell'Osteria Indipendenza


Chiusura posticipata di due anni per la Cantina Canetti di Locarno. La mobilitazione generale contro lo sfratto intimatole dai nuovi proprietari ha sortito i suoi effetti: 6300 firme raccolte in pochi mesi,  un'interrogazione firmata da una quindicina di consiglieri comunali ed ora la decisione del pretore di Locarno che ha deciso una proroga allo sfratto. E per l'Osteria Indipendenza, storico locale luganese  destinato a scomparire nonostante le promesse fatte alla città dal nuovo proprietario? La notizia non ha lasciato indifferente la municipale Giovanna Masoni "Su questo progetto, e sulla salvaguardia del patrimonio storico legato all’Osteria, credo di potermi impegnare e di poter impegnare il Dicastero delle Attività culturali. Giudico anche utile che attorno al tema si sviluppi una discussione e che forte si faccia sentire la pressione dei cittadini - la sottolineatura è mia -. Insieme sarà più facile restituire all’Osteria dell’Indipendenza il suo ruolo".  Vogliamo salvare l'osteria Indipendenza?  Facciamo sentire la nostra voce:  quale migliore testimonianza di quanto sia importante mobilitarsi se non i recenti successi ottenuti dai promotori della salvaguardia del parco di Hermann Hesse e dei cedri di via Moncucco?
Ortica

giovedì 23 agosto 2012

Salvaguardare l'Osteria Indipendenza: un impegno da rispettare


Ma come, non doveva essere salvata? La lettera di  Abbondio Adobati pubblicata oggi dal Cdt sulla chiusura definitiva dell'Osteria Indipendenza, uno dei pochi ritrovi superstiti della vecchia Lugano e punto d'incontro di intere generazioni di luganesi, ha lasciato sopresi più d'uno. Tanto più che lo scorso anno, di fronte alla levata di scudi suscitata dall'annuncio della sua chiusura, l'acquirente dello storico palazzo Chiattone aveva dato alla città precise garanzie sulla sua volontà di salvaguardarla per le sue peculiarità storico-architettoniche. Cosa che il Municipio non aveva mancato di sottolineare in risposta all'interrogazione del leghista Stefano Fraschina: "... con scritto del 3 febbraio 2011, il rappresentante legale della Società proprietaria dell'immobile ha precisato che l'intenzione è quella di riattare e restaurare il bar, compreso l'arredo che lo caratterizza con l'obbiettivo di conservare i valori architettonici, storici e culturali del locale stesso. Visto quanto sopra - concludeva - riteniamo pertanto di tranquillizzarLa considerando quanto le supposizione espresse nell'interrogazione siano infondate".
Un mese prima, nella sua  risposta a un intervento analogo del socialista Martino Rossi ("Non si è presa in considerazione la possibilità, al momento dell'alienazione, di vincolare a registro fondiario la destinazione d'uso e la conservazione degli interni della storica Osteria?) l'Esecutivo aveva già gettato acqua sul fuoco:"L'obiettivo della Società proprietaria è quello di conservare i valori architettonici, storici e culturali del locale; non si è pertanto ritenuto opportuno vincolare la conservazione degli interni i quali, allo stato attuale, risultano fatiscenti."
Ebbene, a poco più di un anno di distanza, la "società proprietaria" ribalta le carte in tavola e si rimangia la parola. Cosa farà il Municipio di fronte a tanta tracotanza?
A Locarno, la paventata chiusura dell'Osteria Canetti ha creato una mobilitazione sfociata nella raccolta di oltre 6000 firme in sua difesa.
A Lugano occorrerebbe fare la stessa cosa. Perché, come ci ha scritto Melitta Jalkanenlo sfratto non significa solo la chiusura del locale ma anche la perdita dei suoi preziosi arredi interni. "Il tempo stringe, e sarebbe davvero un gran peccato se andasse all’incineritore un pezzo di storia luganese, di grande valore artistico, culturale, storico, artigianale. E perchè no, anche economico, perché un arredo completo, firmato Chiattone, ancora in condizione completamente originale, non è una cosa che si trova dietro ogni angolo."  E conclude: "Al limite collocarlo nel Bar del nuovo LAC se non è possibile ricreare un’Osteria Indipendenza".  
No Melitta, l'Osteria Indipendenza - memoria storica della città - deve rimanere dove è. Tanto più che è un impegno preso dal nuovo proprietario niente di meno che con il Municipio.
Ortica